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Archivio filatelico |
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Asta 127 LA IVa EMISSIONE di SARDEGNA |
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Effigie di Vittorio Emanuele II in ovale, in rilievo entro una cornice tipografica. Cornice disegnata a cura di Francesco Matraire. Effigie incisa da Giuseppe Ferraris. Stampa in tipografia e rilievografia di Francesco Matraire, in fogli di 50 esemplari (5x10). Carta bianca a macchina.
VALIDITÁ: fino al 31 dicembre 1863, ad eccezione del 20 cent., posto fuori corso col 1° gennaio 1863 ma tollerato ancora sino alla fine di febbraio.
LE TAVOLE e LE COMPOSIZIONI
Le tavole tipografiche per la stampa della cornice erano composte di 50 stereotipi, fissati a uno zoccolo di legno. Attorno alle composizioni erano disposte, a protezione degli stereotipi marginali, dei fili tipografici che solitamente lasciavano la loro impronta sui margini dei fogli; tuttavia, poiché i margini venivano rifilati prima della distribuzione, se ne può trovare traccia solo in esemplari provenienti da scarti di stamperia o nei fogli dentellati, per i quali l’operazione di rifilatura non era ritenuta necessaria. La distanza fra i diversi stereotipi e il loro allineamento non era sempre costante.
Mentre in alcune tirature gli esemplari risultano nel foglio sempre ben allineati e conservano sempre la stessa distanza fra di loro, in altre l’allineamento e le distanze sono meno regolari o addirittura irregolarissimi. In alcuni casi queste irregolarità sono riscontrabili fin dalle prime tirature, segno della poca cura durante l’approntamento della composizione, mentre in altri casi si notano in tirature successive, durante le quali evidentemente alcuni stereotipi non ben fissati allo zoccolo si mossero dalla loro posizione.
LA STAMPA
I risultati della stampa variano nelle diverse tirature a seconda non solo delle condizioni degli stereotipi ma anche della fluidità degli inchiostri impiegati, del tipo di carta usato e della cura posta all’operazione. Le stampe più nitide e accurate provengono o dalle prime provviste del 1855-56 o da quelle iniziali delle nuove tavole; si distinguono soprattutto pr la cornice, in cui si osservano chiaramente tutte le perline. Nelle tirature seguenti le stampe si fanno via via meno accurate, fino a risultare confuse o smosse o anche con evidenti sbavature di colore, mentre la cornice mostra sempre meno evidenti le perline, che in ultimo diventano solo una spessa linea di colore pieno. Tipiche delle ultime tirature sono le stampe eseguite con forte pressione, rilevabile al verso del francobollo. Il colore, anche quando non si rese necessaria la miscelazione di inchiostri diversi, varia continuamente di sfumatura e di tonalità, divenendo la caratteristica più saliente di ogni tiratura.
L’ EFFIGIE
L’effigie reale, del tutto simile a quella che
appare fin dalla seconda emissione, presenta nel lobo dell’orecchio un piccolo
foro, a cui corrisponde un secondo forellino al di sotto: è possibile che questi
due segni solitamente molto marcati costituissero dei segni segreti per rendere
facilmente individuabili eventuali falsificazioni. Questa impronta a rilievo
venne impressa con due diversi sistemi. Col primo sistema, usato fin
dall’inizio, l’effigie era impressa contemporaneamente in tutti gli esemplari
del foglio. Le testine, poggianti su un supporto rettangolare e probabilmente
fissate a uno zoccolo, erano tutte inclinate con la stessa angolazione pur non
essendo sempre allineate rispetto all’altezza. I bordi del supporto
rettangolare, all’incirca delle stesse dimensioni del francobollo, lasciavano
sempre una rilevabile impronta rettangolare a secco presso i margini
dell’esemplare. Alcune delle impronte dell’effigie si diversificano per
l’aspetto dell’orecchio: talvolta molto allargato, oppure schiacciato ed
ellittico, oppure privo del rilievo corrispondente alla parte superiore del
padiglione. Con il secondo sistema, affiancato all’altro a partire dal 1862 per
accelerare la confezione delle provviste, l’effigie veniva impressa con due soli
punzoni affiancati. Rispetto alla cornice tipografica le effigi risultano così
allineate a due a due alla stessa altezza, nel 2° e 3° esemplare di ogni riga
orizzontale, e nel 4° e 5° esemplare; essendo ogni riga formata di cinque
francobolli, l’impronta accoppiata a quella del 1° esemplare risultava impressa
sul margine del foglio per cui è visibile solo nei rari fogli non rifilati. |
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Franco Filanci |
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