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Archivio filatelico

Asta 125

LE STRADE FERRATE


    E’ pensiero comune associare il trasporto su ferrovia con la trazione mediante locomotiva. Il trasporto su binario risale invece all’inizio del 1500 e si è avvalso per centinaia d’anni di vagoni trainati da cavalli, su binari di legno che solo all’inizio del 1800 furono sostituiti da binari di ghisa ancorati da traverse in pietra,

    L’importanza storica della macchina a vapore è enorme in quanto la “rivoluzione industriale” è stata possibile solo in seguito alla sua invenzione. Essa fornì il primo metodo per produrre lavoro meccanico indipendentemente dall’energia cinetica di corsi d’acqua o di venti.

    Le macchine, o motrici a vapore, forniscono lavoro meccanico sfruttando il movimento alternativo di uno stantuffo che si sposta all’interno di un cilindro nel quale si espande il vapore d’acqua surriscaldato.

    Già nell'antichità si narra d’esperimenti atti a sfruttare l'espansione dei composti dovuta al cambiamento dalla fase liquida alla gassosa; in particolare la macchina di Erone, una sfera cava di metallo riempita d'acqua, con bracci tangenziali dotati di foro d’uscita: quando si scaldava l'acqua, questa vaporizzava e il vapore usciva dai fori, facendo ruotare la sfera stessa. In tempi più recenti, le prime applicazioni industriali si sono avute all'inizio del XVIII secolo, soprattutto per il pompaggio dell'acqua dalle miniere, dapprima utilizzando il vuoto creato dalla condensazione del vapore immesso in un recipiente (che permetteva di sollevare acqua fino a circa 10 m d’altezza), e in seguito, grazie all'invenzione del sistema cilindro-pistone dovuta a Denis Papin, convertendo in movimento meccanico, in grado di generare lavoro, l'energia del vapore.

    Il primo esempio d’applicazione industriale di questo concetto è la macchina di Newcomen. Solo più tardi, però, grazie alle invenzioni del condensatore esterno, della distribuzione a cassetti e del meccanismo biella-manovella, tutte attribuite a James Watt, si è potuti passare da applicazioni sporadiche ad un utilizzo generalizzato. In seguito la macchina a vapore subì notevoli perfezionamenti e servì sia per automatizzare la produzione industriale, sia per muovere mezzi di trasporto.

    In quest’ultimo campo le tappe fondamentali sono il 1803, quando l’inventore americano Robert Fulton (1765-1815) realizzò il primo battello a vapore e l’ottobre 1829, quando l’inventore inglese George Stephenson (1781-1848) con la “Rocket”, la prima locomotiva a vapore veramente efficiente, da lui costruita, percorse alla media di 24 miglia l’ora la linea, ancora incompleta, Liverpool –Manchester dando inizio al grande sviluppo delle ferrovie come trasporto di massa. Già nel 1825 Stephenson aveva compiuto il primo viaggio della storia sulla tratta sperimentale Stockton-Darlington.

    La prima linea aperta in Italia fu la Napoli–Portici (o meglio fra Napoli e Granatello piccolo porto vicino Portici) il 3 ottobre 1839, ma aveva solo fini di svago per i passeggeri, la famiglia reale ed i suoi ospiti, seguita a breve dal tratto Milano-Monza nel Lombardo-Veneto.

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Franco Filanci